Un 2018 nero: nei primi 10 mesi la materia prima conciaria statunitense perde il 24% del fatturato estero, scrive USHSLA

Le tensioni commerciali con la Cina, malgrado abbiano lambito in maniera irregolare e incostante la materia prima conciaria, non potevano non lasciare il segno. E così il bilancio del periodo gennaio-ottobre 2018 delle pelli salate e wet blue USA vede le vendite nella regione aggregata PechinoHong Kong cedere il 12% e 31%, rispettivamente in volume e valore. Lo riportano i dati elaborati da USHSLA, l’associazione di riferimento dei trader di pelli di Washington. Dati che fotografano un 2018 nero per il settore. Nei 10 mesi sono partite alla volta dell’estero 19,6 milioni di pelli (cioè il 4% in meno su base annua), mentre il fatturato, calato dagli 1,2 miliardi dello stesso periodo 2017 agli attuali 939 milioni di dollari, ha ceduto il 24%. Guardando agli altri Paesi di riferimento per gli States, retrocedono anche le performance in Corea (-3% in volume, -25% in valore) e Taiwan (-28% e -43%). Mentre la zona Euro presenta risultati ambivalenti, cedendo l’8% in quantità, ma guadagnando il 5% in valore, l’Italia preme il pedale del freno attestandosi su un simmetrico -24% e -25%. Nella top ten dei clienti della materia prima conciaria USA, solo Messico (+16% in volume, ma a fronte del -1% in valore) e Tailandia (+41%, +4%) fanno registrare note positive.

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