USA. Cargill evita il peggio grazie alla carne (-6%). Consumi 2018: previsto boom

Non fosse stato per la carne rossa, il calo dei profitti di Cargill sarebbe ancora più pronunciato. Nel secondo trimestre dell’anno fiscale i ricavi del gigante statunitense hanno ceduto circa l’8% (948 milioni di dollari), soprattutto a causa delle cattive performance di mais e soia. Il gruppo USA non comunica il rendimento della divisione beef, ma secondo la stampa specializzata il segmento è andato in assoluta controtendenza, salvando i conti da passività più pronunciate. Se per la carne Cargill sono state importanti le vendite sul mercato domestico, le previsioni (per lo stesso gruppo e per i concorrenti) per il 2018 sono rosee. Secondo USDA (il dipartimento USA delle Politiche Agricole), l’anno alle porte porterà negli States consumi record di proteine: con 100,8 chili di carne pro-capite, si miglioreranno i risultati registrati nel 2004, secondo Forbes i più alti della storia.

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