Nel 2025 il Brasile ha superato gli USA diventando la big globale della carne bovina, sostiene un rapporto del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA). Gli allevatori brasiliani hanno inviato più animali al macello per sfruttare l’elevata richiesta di Cina e USA in un contesto di rialzo dei prezzi. Situazione diversa in Argentina, dove si registra la carenza di capi e la produzione è leggermente scesa.
Il Brasile diventa la big globale
I dati sulla produzione di carne bovina non saranno disponibili prima di febbraio, ma gli analisti hanno recentemente rivisto al rialzo le stime. Mauricio Nogueira, responsabile della società di consulenza zootecnica Athenagro, ha affermato a Reuters che la produzione brasiliana di carne bovina ha è cresciuta del 4% nel 2025, superando le stime di un calo del 2,7%. L’aumento è pari a circa 800.000 tonnellate ed equivale quasi alle esportazioni annuali totali dell’Argentina, il quinto esportatore mondiale di carne bovina. Così il 2025 sarà il primo anno in cui la produzione brasiliana supera quella statunitense, scesa del 3,9% a 11,8 milioni di tonnellate secondo le stime USDA.
I motivi della fortuna
Gli allevatori brasiliani hanno macellato più capi per sfruttare le maggiori richieste provenienti dagli USA. Richieste che, come dicevamo, hanno fatto impennare il prezzo della carne. “Dieci anni fa, l’età media dei bovini macellati in Brasile era di cinque anni. Ora è di 36 mesi e stiamo rapidamente arrivando a 24″ ha affermato Vinicius Barbosa, responsabile commerciale del grande allevamento CMA a Barretos. Secondo Canal Do Boi, nel 2025, il Brasile ha battuto il record per le esportazioni di bovini, con 1,05 milioni di capi, +4,8% rispetto al 2024. Le esportazioni di bovini vivi hanno raggiunto 1 miliardo di dollari, +26,1% rispetto al 2024. La Turchia è stata la destinazione principale, assorbendo un terzo delle spedizioni.
La lentezza argentina
Vive una situazione opposta l’Argentina, il cui settore zootecnico è in fase di transizione. Il 2025 ha fatto emergere la carenza di bovini, la ripresa dei prezzi e un delicato equilibrio tra produzione, consumo interno ed esportazioni. In tutti sono stati macellati circa 13,6 milioni di capi, in calo del 2,5% rispetto al 2024, che era già in contrazione sul 2023. “La ricostruzione del patrimonio zootecnico sarà lenta e richiederà condizioni macroeconomiche e produttive stabili per consolidarsi”, commenta Miguel Schiariti presidente della locale Camera di commercio della carne e derivati (CICCRA). L’anno scorso la produzione di carne bovina è diminuita dell’1,1%, mentre i consumi interni hanno mostrato una leggera ripresa. L’export è sceso del 9,5% rispetto al record storico raggiunto nel 2024, principalmente a causa della minore richiesta cinese nella prima metà dell’anno. (mv)
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