Ecco chiude un 2016 piatto e vede un 2017 grigio; VF crescerà, ma (pare) vendendo Lee e Wrangler

Stabilità per Ecco mentre il gruppo VF è costretto a riorganizzarsi per invertire il trend del 2016. L’azienda danese, specializzata nella produzione e distribuzione di scarpe e articoli di pelletteria, ha chiuso il 2016 con un fatturato di 1,251 miliardi di euro (-0,4% rispetto all’anno precedente) e con un utile prima delle imposte che è passato da 183 milioni a 170,2 milioni di euro (-7,25%). La vendita di scarpe è aumentata del 5%, quella della pelletteria è scesa del 10%, le vendite on line sono salite del 46%. Un risultato influenzato dalle fluttuazioni valutarie. “Nonostante la lenta crescita generale del settore calzaturiero mondiale, l’aumento dei costi di produzione e la concorrenza agguerrita nel 2016, Ecco ha conseguito un risultato finanziario ragionevole e ha anche guadagnato quote di mercato” ha detto il nuovo ceo Stehen Borgholm che vede un 2017 “impegnativo ma dal quale ci aspettiamo un risultato almeno allo stesso livello del 2016″. Il gruppo statunitense VF ha presentato il suo piano quinquennale: punterà soprattutto su Vans, The North Face e Timberland per crescere dal 4 al 6% annuo fino al 2021 mentre potrebbe cedere qualche brand (Wrangler, Lee o Kipling) o qualche negozio in licenza (7 For All Mankind, Splendid o Ella Moss). Il presidente e ceo di VF Steve Rendle ha detto che il gruppo compirà importanti investimenti nel canale digitale e nel retail verso l’Asia, con una maggiore attenzione alla Cina. Nel 2016 VF Corporation ha guadagnato il 13% in meno rispetto all’anno precedente e ha rallentato il suo ritmo di crescita, con un calo del 0,1% del fatturato, che si è attestato a 11,1 miliardi di euro. (mv)

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