Hugo Boss e Ralph Lauren, è il tempo dell’ottimismo: la riorganizzazione inizia a fare effetto

Aria d’ottimismo in casa Hugo Boss e Ralph Lauren. Se da un lato il gruppo tedesco ha registrato un utile in leggera flessione nella trimestrale (da 80,6 milioni a 80,3), dall’altro ha visto aumentare i ricavi dell’1%, tanto da spingere la governance a rivedere al rialzo le stime per la fine dell’anno. La diminuzione dell’utile, spiegano dalla Germania, è legata a un maggiore prelievo fiscale. Nulla di che preoccuparsi, dunque, in quanto il retail diretto è cresciuto del 5% spingendo i ricavi fino a 710,7 milioni di euro. Le vendite, dunque, dovrebbero continuare a crescere mentre fino a poche settimane fa, in via prudenziale, erano stimate come stabili. A tirare dovrebbero essere in particolare Europa e Far East. Nonostante un calo dei ricavi del 9%, si guarda al domani con il sorriso anche in casa Ralph Lauren che ha infatti archiviato il secondo trimestre fiscale con 144 milioni di dollari di utili netti (in precedenza erano stati 46), buone performance del canale direct-to-consumer (+5%) e positivi effetti sulla riduzione dei costi. Il calo dei ricavi (arrivati a quota 1,67 miliardi mentre la maggior parte degli analisti prevedeva 1,65) sarebbe stato determinato dalle attività messe in campo per migliorare la qualità delle vendite e alla riduzione delle attività promozionali. In generale, quindi, le due case del lusso hanno toccato con mano gli effetti di una riorganizzazione interna molto profonda, di governance da un lato e di approccio al mercato dall’altro. Contraccolpi messi in conto, che hanno avuto comunque effetti negativi minori del previsto.

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