La Giovanni Crespi verso il concordato preventivo

La crisi attraversata dal gruppo Crespi, oltre 1.100 dipendenti con stabilimenti produttivi in Italia, Polonia, Cina e Brasile, è arrivata al punto di non ritorno.
Il Consiglio di Amministrazione di Giovanni Crespi S.p.A. ha infatti deliberato di depositare un’istanza di concordato preventivo con riserva ex art. 161, comma 6, della legge fallimentare presso il Tribunale competente. L’obiettivo del cda è “tutelare il patrimonio sociale da atti esecutivi e cautelari e, quindi, poter finalizzare, con la prudenza necessaria, nell’interesse del ceto creditorio e dei livelli occupazionali, l’ipotesi di piano concordatario attualmente in fase di elaborazione”.
L’assemblea degli azionisti della società, quotata in Borsa a Piazza Affari, è stata fissata per il 29 aprile in seconda convocazione e dovrà votare la proposta di messa in liquidazione.
Il piano elaborato dal cda, in fase di elaborazione, contemplerebbe la cessione dei rami aziendali relativi ai settori “auto” e “sintetici”.
Fondato nel 1936, il gruppo Crespi è attivo nella produzione e commercializzazione di materiali speciali, semilavorati e prodotti finiti, destinati principalmente ai mercati dell’arredamento, delle costruzioni, dell’automotive, della calzatura, della pelletteria, dell’abbigliamento, del medico-ospedaliero e del cleaning.

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