Con l’arrivo ufficiale delle prime creazioni firmate da Jonathan Anderson sembra essersi aperta una nuova era per Dior. La maison francese ha infatti avviato una svolta storica e per la prima volta dai tempi di Monsieur Dior, un unico direttore creativo guida simultaneamente donna, uomo e haute couture. Il debutto in passerella, però, ha ora preso piede attraverso un linguaggio materico: le borse. Da inizio gennaio sono infatti arrivate negli store le versioni pensate da Anderson che, sorpresa, ha scelto la pelle come punto di partenza per raccontare la sua visione. Per l’esattezza un prato in pelle trasformato in terreno di sperimentazione, simboli e nuove narrazioni.
Il prato in pelle di Dior
Il cuore di questa rinascita, che la maison ha mostrato in un video, è la reinterpretazione della Lady Dior, modello iconico. Questa volta trasformata in un oggetto poetico, quasi magico. Il direttore creativo non si è limitato solo a rinnovarla. Anderson ha trasformato la borsa in tela per un immaginario personale che intreccia talismani (già nella storia di Dior) ironia e memoria. Il tutto, ovviamente, in pelle. Per mettere nero su bianco la sua visione, il designer ha ideato un prato fiorito fatto di quadrifogli tridimensionali in pelle di agnello applicati sul dorso della borsa. In più, è stata aggiunta una coccinella, diventata già la firma del suo lavoro. La borsa è stata prodotta in verde, omaggio alle origini nordirlandesi di Anderson. A tutti gli effetti un linguaggio nuovo: ogni dettaglio diventa infatti un gesto narrativo che rompe la perfezione classica della borsa e la proietta in un territorio più libero, quasi surreale. La pelle, lavorata in rilievi, ricami e costruzioni iper-materiche, diventa materia viva, capace di evocare rinascita.
I nuovi modelli
Ma non finisce qui. Accanto alle icone rilette, Jonathan Anderson ha deciso di introdurre un nuovo modello, la Dior Bow, che sintetizza la sua visione. Linee pulite, struttura morbida, un design che richiama quello del fiocco. Qui la pelle si fa scultura, volume, gesto. Il fiocco, anche questo motivo ricorrente nella storia Dior, torna come elemento strutturale e decorativo, trasformato in segno grafico. La scelta, di nuovo, ricade sulla pelle. E sui quadrifogli. Un intreccio con cui Anderson ridisegna il lessico Dior: un nuovo immaginario che prende velocemente forma. E la tradizione diventa così terreno vivo di metamorfosi.
Foto Dior
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