L’intricata vicenda di Germano Zama: il suo commercialista indagato per usura

Nuovi sviluppi e vicenda sempre più intricata quella relativa all’imprenditore della moda Germano Zama, alle prese con la cessazione dell’attività e numerosi debiti. Alcune settimana fa la procura della Repubblica di Ravenna ha inviato la Guardia di Finanza nell’ufficio del suo commercialista, con l’incarico di sequestrare una seconda volta documenti, prima sequestrati poi dissequestrati. Il commercialista dell’imprenditore infatti sarebbe indagato insieme ai vertici di una banca del ravennate con le ipotesi di reato di usura ed estorsione nei confronti di Zama. La documentazione sequestrata è riferibile alla corrispondenza intercorsa tra il commercialista e la banca. Il tutto è nato da un esposto-querela dell’imprenditore presentato nel dicembre dello scorso anno. Secondo l’accusa, Zama, a fronte di un finanziamento di diversi milioni di euro chiesto alla sua banca di fiducia per poter dar corso al campionario autunno-inverno 2012, si vide erogare, dopo vari mesi, un mutuo fondiario nominalmente di due milioni e mezzo di euro garantito da ipoteche e mandati a vendere proprietà, ma in realtà Zama poté usufruire solo di 750mila euro perché tutto il rimanente della somma fu dirottato dalla banca – secondo l’esposto – a copertura di esposizioni pregresse. Una operazione che avrebbe portato al collasso le società di Zama. Da qui le indagini che hanno iscritto nel registro degli indagati i vertici bancari e il commercialista a cui si ipotizza un ruolo nella complessa vicenda. (f.f.)

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