Perché la pelle è più forte del cortocircuito mediatico

Perché la pelle è più forte del cortocircuito mediatico

Sul mensile n. 11 – 2023 de La Conceria dal titolo Pelle dedichiamo un approfondimento a un certo cortocircuito mediatico di cui la pelle si è dimostrata più forte. Da anni, a sentire certi soloni, si dovrebbe pensare che la pelle per il fashion system sia una zavorra: un vecchio orpello di cui fare a meno. E, invece, a ogni fashion week si scopre che le griffe (le stesse che i discorsi di questi soloni a volte li assecondano) della pelle non fanno a meno. È questo il cortocircuito mediatico: perché gli osservatori al vedere una discrepanza così forte tra retorica e pratiche industriali restano a dir poco disorientati.

 

 

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Certo, è vero che lo scenario è complesso e che la pelle compete sul mercato con i materiali alternativi, impegnati per definizione a sottrarle quote. Ma se i riflettori sono sulla sostenibilità e lo status della pelle, non abbiamo dubbi sul fatto che sia ancora centrale nel fashion system. Ne parliamo con Liz Alessi (in foto a destra in alto), consulente per i brand nella selezione dei materiali e già ex vice president con delega al materials Development di Coach, per avere il punto di vista di chi del settore ha già esperienza. Mentre con Sara Veneziano (in foto a destra in basso), giovane designer vincitrice della categoria Footwear del concorso Real Leather Stay Different 2023, raccogliamo la prospettiva di chi al mondo della pelle arriva con sguardo nuovo.

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