L’uomo di domani sarà ancora più attento alla moda, privilegerà il made in Italy e, soprattutto, sarà particolarmente attento alla calzatura. A tracciare l’identikit del cliente maschile dei brand di moda è uno studio elaborato dalla società inglese di consulenza Pragma, i cui contenuti sono stati al centro del confronto fra il ceo di Pitti Immagine Raffaello Napoleone e il presidente di CNMI (Camera Nazionale della Moda Italiana) Carlo Capasa svoltosi durante l’e-P Summit concluso ieri a Milano e raccontato da MFFashion. Secondo l’analisi britannica, già oggi gli under 35 fanno acquisti legati alla moda per il 60% in più rispetto agli uomini “maturi” e le prospettive danno numeri in aumento. “L’abbigliamento maschile cresce più di quello femminile e per i prossimi anni ci aspettiamo una progressione intorno al 2%” ha spiegato Capasa, aggiungendo inoltre che proprio le calzature “sono destinate a continuare a performare in modo molto interessante”. Più in generale lo studio evidenzia come ad oggi la moda femminile valga 12 miliardi di euro mentre quella maschile si fermi a 9, tuttavia i dati sull’export mostrerebbero una rincorsa spinta del menswear: i giovani uomini oggi e fra pochi anni i millennials cureranno il proprio look, mescolando però gli stili. “Se un tempo era impensabile indossare sneaker sotto l’abito, oggi vale il contrario e questo ha naturalmente spinto i consumi” spiega Napoleone. Elementi preziosi per il sistema moda italiano, sul quale a gennaio tutto il mondo rivolgerà la propria attenzione grazie alle sfilate e alle fiere ospitate a Firenze e Milano. “Siamo il Paese più interessante per quanto riguarda la moda maschile – conclude Capasa – e siamo al lavoro per potenziare eventi come Pitti Uomo, che tutto il mondo ci invidia”.
Più fashion, più attenti alle calzature (indovinate quali?): gli under 35 trascinano la moda maschile








