Quando la pelle trattiene il tempo: il ritorno delle borse usurate

Quando la pelle trattiene il tempo: il ritorno delle borse usurate

Dalle ultime passerelle femminili è emerso un trend più che chiaro: il ritorno delle borse usurate. In pelle, ovviamente. Più che usurate nel senso letterale, nelle collezioni dei grandi marchi sono comparse borse in pelle già graffiate, coi segni del tempo. In pelle perché materiale vivo per eccellenza, e perché l’unico capace di mostrare ciò che gli altri tendono a nascondere. Registra l’uso, non lo maschera. E così in un mercato già pieno zeppo di superfici perfette, il segno diventa un vantaggio. Anche dal punto di vista competitivo. Complice la stagione fredda, le borse nuove di fabbrica stanno lasciando il passo a quelle nuove di fabbrica ma che sembrano vissute.

Il ritorno delle borse usurate

La pelle, lo sappiamo, è un materiale vivo, e proprio per questo è meno incline a tollerare le finzioni. Come scrive Vogue Arabia “c’è qualcosa di intrinsecamente affascinante in una borsa in pelle invecchiata. Non rovinata o trascurata, ma ammorbidita dal tempo e dall’uso”. Un paradosso di per sé, visto che l’industria del lusso si fonda da sempre sul concetto di perfezione. Forse troppa e troppo spesso ripetuta. E così i marchi di moda, da Chanel a Miu Miu passando per Balenciaga, hanno riportato in vita un trend esploso qualche anno fa. Con un aggiunta di significato: non più prodotti fatti bene e con un’identità sussurrata, ma veri e propri pezzi di vita vissuta. Una patina che è si il risultato di una lavorazione ma che sottolinea anche il rapporto tra l’accessorio e chi lo usa davvero. È questo che oggi attira consumatori e stilisti. In un mercato saturo di perfezione industriale, la pelle che mostra il tempo appare più sincera.

 

 

Imperfette per scelta

Una tendenza che sembra trovare conferma nei numeri. Stando al Resale Report 2025 di The RealReal, le borse usurate stanno registrando risultati migliori rispetto ai pezzi nuovi di zecca. I pezzi in “discrete condizioni” sono cresciuti del 32% nel 2025, e complessivamente le borse usurate dal tempo sono aumentate del 45%. Le passerelle, dicevamo, hanno anticipato ciò che la strada ha confermato: l’imperfezione è diventata intenzionale. Uno su tutti, Chanel. Che nella collezione primavera-estate 2026, la prima disegnata da Matthieu Blazy, ha mandato in passerelle borse in oro e rosse con i segni del tempo. Un approccio impensabile fino a poco tempo fa, che sta invece influenzando anche maison strutturate. Perché alla fine, nell’epoca dell’iper-lucidato, nulla grida lusso quanto il coraggio di mostrarsi veri.

Foto Chanel, Balenciaga, Miu Miu

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