Tavolo Moda: lavori riaperti al MISE. Dalla contraffazione alle fiere, la filiera si confronta con il nuovo Governo

La premessa si riassume nelle parole pronunciate ieri da Dario Galli, viceministro allo Sviluppo Economico. “Serve un supporto adeguato per le piccole e medie imprese della moda, che deve toccare diversi ambiti, dalla partecipazione alle fiere estere alle missioni commerciali, e più in generale, tutto quello che si può fare per la promozione del made in Italy”. L’esito sta in quanto discusso a Roma, nelle stanze del MISE (Ministero dello Sviluppo Economico), in occasione del primo incontro del Tavolo della Moda sotto il nuovo Governo. Alla presenza di tutte le associazioni della filiera raccolte sotto l’ombrello di Confindustria Moda (da Assocalzaturifici a UNIC – Concerie Italiane passando per SMI, Assopellettieri, AIP, ANFAO, FEDERORAFI) insieme a CNMI (Camera Nazionale Moda Italiana), sul piatto è stata servita, prima di tutto, l’esigenza di capire quanto e come il nuovo Esecutivo fosse disponibile a sostenere il sistema industriale della moda italiana. Ne è derivata una messa in campo di impegni istituzionali sui temi della contraffazione e della formazione, passando per la promozione e il potenziamento delle fiere. Nello specifico della pelle, c’è stato spazio per rilevare l’urgenza di tutelare a livello normativo le definizioni di “pelle”, “cuoio” e “pelliccia”. I lavori sono stati riaperti, ora va tracciata concretamente la direzione da prendere.

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