Le aziende del lusso riconsiderano le proprie strategie in Cina

La bufera finanziaria vissuta dalle borse cinesi nel mese di agosto sta portando diversi player del lusso a riconsiderare le strategie nel Paese. Un’anticipazione di questa tendenza si era già avuta nell’aprile scorso, quando Zegna aveva espresso la volontà di uscire dalla joint venture Sharmoon siglata 12 anni fa con il socio cinese Chen. Idem, su una fascia più bassa di prodotto, fece Geox avviando un arbitrato con il partner locale per la distribuzione in Cina al di fuori delle aree di Shanghai e Pechino. La scorsa settimana, il presidente di Prada Carlo Mazzi, ha dichiarato a Reuters che il gruppo continuerà a puntare sulla Cina, dove non teme inversioni di tendenza nel medio-lungo termine. Stessa linea per Ferragamo che ha dichiarato di credere ancora nel mercato cinese continuando ad essere selettivi nell’apertura di nuovi negozi e prendendo in considerazione anche punti vendita più piccoli. (mc)

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