Cento di questi mocassini (e non solo): il calzaturificio Barrett di Parma festeggia un secolo di attività

Il calzaturificio Barrett di Parma festeggia i 100 anni dalla sua fondazione. La sua storia ha inizio quando John Richardson Barrett, imprenditore conciario inglese, durante un viaggio in Italia, si innamora delle scarpe prodotte da Zet, calzaturificio di Parma fondato nel 1917. Barrett, prima ne diventa cliente fisso, poi fornitore di pellami. Con la Seconda Guerra Mondiale la produzione viene convertita e destinata all’esercito italiano fino a quando Eliseo Putzolu decide di riportare il marchio ai fasti di un tempo. Nel 1952, parallelamente a un nuovo assetto societario, l’azienda viene ribattezzata Barrett e, da laboratorio artigiano, si trasforma in un’industria indipendente. Nel 1997, nuovo rimescolamento nella proprietà. Il figlio di Eliseo, Paolo Putzolu, assume il controllo dell’azienda. Sotto la sua gestione, il fatturato aumenta del 25%, passando da 8 a 10 miliardi (1998). L’anno successivo viene lanciata la linea Blu Barrett mirata a un mercato più fashion. Oggi l’azienda fattura circa 10 milioni di euro, con quota export 70%, dà lavoro a circa 80 dipendenti e ha visto l’ingresso della terza generazione. Per celebrare il secolo di vita, Barrett ha dato vita a una capsule collection che rilegge il suo iconico mocassino realizzato con la lavorazione Goodyear “Reverse” in cui la tomaia, cucita al contrario sulla suola, è successivamente rivoltata prima della messa in forma. Prossima anche l’apertura di un monomarca a Dubai. (mv)

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