Gli USA scoprono il conflitto di interessi: Trump attacca Nordstrom perché ha ritirato la griffe della figlia Ivanka

L’attacco si scatena su Twitter. Dall’account personale di Donald Trump è partito un cinguettio che accusa Nordstrom di “essersi comportato in maniera scorretta” con sua figlia Ivanka: il trattamento riservatole sarebbe “terribile”. Uno dei portavoce del presidente USA, Sean Spicer, rincara la dose e definisce, questa volta dal vivo, quello di Nordstrom come “come un attacco diretto per ragioni politiche” contro la Casa Bianca. Se il gruppo della Grande Distribuzione Organizzata è nel mirino di Trump è per la scelta di cancellare dal catalogo i prodotti della linea d’abbigliamento di Ivanka Trump. Una mossa che Nordstrom ha spiegato “per i deludenti risultati commerciali” della griffe, e non per altro. Mentre Donald, a capo di una delle potenze responsabili degli equilibri economici e politici mondiali, si scatena contro una corporation, i media anglosassoni (dal New York Times al Guardian, passando da Time, Forbes e ABC) scoprono il conflitto di interesse di una carica pubblica che difende interessi privati. Anche perché è emerso che la first lady Melania Trump, nella causa intentata contro l’editore del Daily Mail per un articolo (poi ritrattato) in cui si insinuava un suo passato da escort, avrebbe chiesto il risarcimento anche per i danni di reputazione al suo brand di abbigliamento e accessori proprio in un momento di “massima visibilità sulla stampa internazionale”. A dire: mi rovini l’immagine proprio ora che, vivendo alla Casa Bianca, ho la vetrina migliore per i miei affari. Non il massimo. (rp)

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