La moda inglese si ribella a Brexit: i designer scrivono al Parlamento per chiedere un secondo referendum

Una mobilitazione del fashion system britannico per chiedere al Parlamento di sua maestà un secondo voto su Brexit. Londra si avvicina alla primavera del 2019, fatidica scadenza per l’uscita dall’Unione Europea (decisa con voto referendario nel 2016), in un clima di confusione politica: mentre i negoziati con Bruxelles non hanno portato a un deal chiaro sulle relazioni tra UE e Regno Unito, cresce la pressione dell’opinione pubblica su Downing Street perché sull’argomento sia indetta una seconda consultazione. La filiera della moda, che già due anni fa si era espressa quasi all’unanimità contro Brexit, in tempi recenti ha manifestato grosse perplessità sulle ricadute sul business di un’Inghilterra isolata dal resto del continente da una cortina di dazi. A dare voce univoca a un sistema industriale che fin qui si è mosso in ordine sparso, ci prova ora Katharine Hamnett. “Il fashion industry è enorme, ma non gode di nessun tipo di ascolto politico”, lamenta la designer con Business of Fashion. Famosa per le sue t-shirt con slogan (negli anni ’80 lanciò la campagna “Choose Life”, scegli la vita, contro le dipendenze), Hamnett torna con il motto Fashion Hates Brexit. Non solo: la stilista invita gli operatori britannici del settore a scrivere al Parlamento per chiedere un nuovo voto al grido di Cancel Brexit.

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