Ponte a Egola, simulano il furto di 70.000 euro di pelli per incassare il risarcimento, ma la merce era stata venduta

Non è la prima volta che succede nel Comprensorio del Cuoio. Precisamente un anno fa si dava notizia di un altro caso di simulazione di furto di pellame da parte di un’azienda in difficoltà economiche che cercava di truffare l’assicurazione. È successo di nuovo, a Ponte a Egola (San Miniato), dove è stata denunciata la sparizione di un carico di pelli per circa 70.000 euro da una commerciale, presto smascherata dagli accertamenti dei Carabinieri della compagnia di San Miniato. La merce era già stata venduta qualche giorno prima a una ditta di Santa Croce. Adesso tre imprenditori sono nei guai: il figlio di 35 anni (legale rappresentante dell’azienda), suo padre di circa 60 e lo zio di oltre 70. La famiglia è stata denunciata per simulazione di reato e rischia di esserlo anche per tentata truffa, se l’assicurazione deciderà di presentare querela. A smontare il loro piano è stata l’analisi documentale svolta dagli investigatori. Al momento della denuncia del furto (il 18 marzo) la ricostruzione dei fatti da parte dei titolari era risultata sospetta: senza poter mostrare evidenti segni di effrazione, ipotizzavano che i ladri si fossero introdotti nella ditta da una finestra rotta, girando le telecamere per non farsi riprendere, ma i carabinieri hanno notato subito che l’infisso era danneggiato da tempo. Dopo un controllo delle bolle e fatture di vendita, dove si riscontravano incongruenze, gli imprenditori hanno ammesso la colpa, spiegando di avere agito in questo modo per problemi economici. Le pelli sono state ritrovate e del tentativo di truffa sembrerebbe del tutto estranea l’azienda santacrocese che le ha acquistate. (mvg)

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