Tunisia, il falso strozza il mercato, ma il Governo impone gli aumenti salariali: gli imprenditori della pelle minacciano la serrata

Gli imprenditori tunisini protestano contro il commercio parallelo e le bancarelle abusive. Attraverso due distinti comunicati stampa diramati dalle rispettive federazioni nazionali, i titolari di aziende del settore tessile e delle calzature hanno annunciato che a partire da martedì incroceranno le braccia. La sospensione dell’attività, in base a quanto spiegano nelle note, potrebbe estendersi addirittura per tutto il mese di aprile. A spingere gli imprenditori ad assumere tale decisione sarebbe la situazione legata al commercio parallelo e al proliferare di bancarelle abusive lungo le strade di Tunisi, la capitale del Paese, due fenomeni che sono accompagnati dalle richieste di aumento di salari che il governo sta rivolgendo ai datori di lavoro. Le federazioni dei due settori denunciano così il mancato rispetto delle promesse da parte delle istituzioni nazionali e locali di contrastare e limitare i due fenomeni, cresciuti a tal punto da essere ritenuti dagli imprenditori una forma di concorrenza sleale. Se a fronte della protesta non verranno messi in campo degli interventi specifici, le aziende del tessile e del calzaturiero potrebbero rimanere chiuse per oltre trenta giorni. (immagine da Pinterest) (art)

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