A un passo dai 10 miliardi: l’export dell’area pelle francese cresce del 6% nel 2016, benino il finito, -12% il grezzo

I dati li fornisce CNC, il Conseil National du Cuir, compagine associativa francese che raggruppa tutti i player dell’area pelle nazionale, dal grezzo al prodotto finito. Sono relativi alle esportazioni 2016 ed evidenziano un “record mancato”: quello dei 10 miliardi di euro. Crescendo in totale del 6%, infatti, la filiera transalpina ha chiuso l’anno scorso a quota 9,921 miliardi di euro. La pelletteria, che vale il 60% dell’export, e la calzatura (quota: 30%) condividono lo stesso miglioramento rispetto al 2015: +8%. Cresce del 4% l’abbigliamento in pelle, che vale 183 milioni di euro e crescono tutti i mercati di destinazione, con l’unica eccezione del Giappone, dopo i francesi subiscono un pesante contraccolpo: -38%. Cede il 12% l’export di pelli grezze bovine e ben il 38% quello delle ovine, delle quali secondo CNC esistono importanti stock di magazzino. In totale, le vendite estere di materia prima conciaria valgono 325 milioni di euro. I “clienti italiani – scrive CNC -, che rappresentano da soli i tre quarti delle esportazioni di materia prima conciaria, hanno ridotto gli acquisti 13%”. Migliorano del 2% le esportazioni complessive delle concerie, che raggiungono quota 328 milioni di euro: +7% le bovine, +8% le ovine, – 10% il vitello, -5% le capre. Tonfo del rettile: -31%.

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