65 anni di Sapaf, 40 anni di Scandicci: la pelletteria si racconta

Dove 40 anni fa “non c’era nemmeno la luce”, ora sorge il distretto del lusso. Parliamo di Scandicci, il polo produttivo della pelletteria alle porte di Firenze dove oggi le più importanti griffe fanno a gara per accaparrarsi gli spazi per nuovi insediamenti.
La nascita e lo sviluppo di questa zona industriale è stata ripercorsa ieri, presso la sede di CNA Firenze, in una serata che, allo stesso tempo, ha celebrato la longevità di una delle sue aziende di riferimento: Sapaf Atelier 1954, giunta a 65 anni di attività e a 40 anni di presenza a Scandicci.  “Siamo una piccola impresa in uno scenario di grandi player – racconta il titolare Andrea Calistri -, ma abbiamo l’orgoglio di aver partecipato allo sviluppo del distretto nei 7 decenni della nostra vita”.
La storia di Sapaf si snoda, infatti, tra Firenze, dov’è nata, e Scandicci, dove si è trasferita nel ’79 “quando non c’era nulla”. Nel tempo Sapaf ha saputo tessere rapporti strettissimi con le altre aziende e si è attivata perché tutta una serie di iniziative prendessero forma. “Nel corso degli ultimi 40 anni abbiamo avviato consorzi con le piccole imprese, relazioni industriali con le grandi aziende del territorio. Abbiamo contribuito alla creazione al Consorzio 100% Italiano che nel tempo ha generato l’Alta Scuola di Pelletteria Italiana, il progetto del Castello dell’Acciaiolo, gli studi sulla tracciabilità del prodotto, quelli sulle tecnologie applicate al sistema artigianale della produzione. Siamo stati il primo gruppo di imprese al mondo che nel 2003 si è certificato SA 8000 per la Responsabilità Sociale d’Impresa.
Tutta una serie di esperienze che “hanno arricchito Sapaf, ovviamente, ma anche tutto il contesto”, specifica Calistri (ex presidente di CNA Firenze). “Oggi poter dire che la mia azienda è a Scandicci è di per sé un elemento che attira i compratori, i nostri stakeholder”. Rispetto all’arrivo e consolidamento di grandi gruppi del lusso a Scandicci “bisogna stare attenti”, dice l’imprenditore: “In senso positivo, hanno portato a un accrescimento di know how e necessità di nuove tecnologie”, ma l’altra faccia della medaglia “è la voglia di mangiarsi tutto il sistema delle piccole pelletterie che, secondo il mio punto di vista, è un errore clamoroso perché l’esistenza sul territorio delle PMI ha fatto sì che fossimo attrattivi. Creare pochi grandi gruppi chiusi dentro le loro mura potrebbe, un domani, rivelarsi non più attrattivo” (mvg).
Immagine tratta da sapaf54.it, nel riquadro foto mvg.

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