Assopellettieri rinnova l’allarme-liquidità: “Urgenza assoluta”

Assopellettieri rinnova l’allarme-liquidità: “Urgenza assoluta”

C’è un sistema industriale in Italia, quello che gravita attorno alla moda che “è il secondo in Italia ed è fermo al 95%. Il restante 5% si è riconvertito alla produzione sanitaria”. Queste sono parole di Danny D’Alessandro (direttore generale Assopellettieri). Ad esse hanno fatto eco, durante una conferenza stampa inedita nel suo genere (online) ma alla cui formula dovremo abituarci, quelle del presidente Franco Gabbrielli (in foto, nel riquadro, durante l’evento online di questa mattina) e del vicepresidente Andrea Calistri. In sintesi, la pelletteria italiana rinnova l’allarme-liquidità e sottolinea l’urgenza di attivare ogni possibile strumento per salvaguardare “il presente e il futuro di molte aziende”.

Assopellettieri rinnova l’allarme-liquidità

La situazione, ha ribadito Gabbrielli, è ben più che preoccupante. “L’esigenza è che le imprese del nostro Paese restino “liquide”. Dunque, dispongano di mezzi finanziari sufficienti per far fronte ai propri ordinari impegni, compreso il pagamento delle retribuzioni”. Se così non fosse, “le imprese sarebbero insolventi, i dipendenti non sarebbero pagati, i fornitori neppure e questi, a loro volta, sarebbero insolventi, innescando una catena potenzialmente senza fine”. L’urgenza è altissima, “qua contiamo i minuti” ammette Gabbrielli.

La discrezionalità della prassi bancaria

Il cosiddetto Decreto Liquidità– spiega Assopellettieri -, sembra andare nella direzione auspicata. Ma, rimettendo alla discrezionalità della prassi bancaria molte decisioni sulla concessione di linee di credito alle PMI, limita molto il suo impatto sul sistema rispetto alle attese. Le aziende sono chiuse da oltre un mese, il ciclo del capitale circolante delle PMI è in gran parte compromesso. La tenuta delle PMI, colonna vertebrale di questo Paese, è fortemente a rischio”. “Il nostro ruolo in questo momento – sottolinea Gabbrielli – è quello di capire come realmente far fluire la finanza alle PMI, bisognerà fare molta attenzione a quelli che saranno i decreti attuativi; non si vive di sole intenzioni, semplificare le procedure e dare certezze alle imprese è fondamentale”.

Riaccendere il motore

Per Assopellettieri l’ulteriore urgenza è, dunque, quella di “riaccendere il motore dell’Italia. Le aziende, pur nel rispetto delle norme di legge e di tutela della salute pubblica e dei lavoratori, devono riaprire. E i flussi finanziari disposti dal Decreto Liquidità devono raggiungere tutte le aziende in pari quota, così come da noi proposto”. Anche perché, come ha sottolineato Andrea Calistri (al quale è stata affidata la gestione di Presidio Strutturale sulla Toscana), “sono gli stessi clienti internazionali a chiedercelo”. Il che, come ha sottolineato D’Alessandro, porta con sé un rischio concorrenziale, perché “altri Paesi, anche in ambito UE, stanno continuando a lavorare”.

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