Balenciaga apre The Plant: il futuro è nella produzione interna

Balenciaga apre The Plant: il futuro è nella produzione interna

Un nuovo stabilimento industriale, la strategia a lungo termine per internalizzare una parte significativa della produzione, un controllo più diretto sulla manifattura. Ecco perché Balenciaga apre The Plant, la nuova fabbrica di pelletteria a Cerreto Guidi (Firenze) e inaugura un nuovo capitolo della propria storia industriale. Il CEO Gianfranco Gianangeli ha raccontato al Corriere della Sera le recenti mosse della maison francese, che vuole unire l’ingente mole di savoir-faire presente sul territorio a un nuovo modello produttivo.

Balenciaga apre The Plant

Come sottolinea Gianangeli, The Plant non è un semplice stabilimento ma il simbolo della volontà di Balenciaga di consolidare la propria presenza nella pelletteria attraverso una produzione più integrata. Nemmeno la scelta di farlo a Cerreto Guidi è casuale. “Il 100% della nostra pelletteria è già prodotta in Toscana, con fornitori di altissima qualità. Abbiamo un hub di sviluppo prodotto e controllo qualità molto forte a Scandicci, ma sentivamo il bisogno di integrare una parte della produzione”. Come? Recuperando una fabbrica esistente, invece di costruirne una nuova. Un gesto culturale oltre che industriale, un modo per restituire vita al territorio.

 

 

L’obiettivo

Alla base, un obiettivo: “internalizzare progressivamente una parte importante della produzione”. Il sito è stato progettato per garantire benessere e sostenibilità tra spazi luminosi, aree aperte e un grande open space senza colonne dedicato all’assemblaggio. Oggi conta 176 dipendenti, destinati a raddoppiare nei prossimi due anni. Ma la crescita, come ricorda Gianangeli, avviene “alla velocità delle mani” e servono tempo, formazione e integrazione.

Tramandare i saperi

Al centro del progetto c’è comunque la voglia di trasmettere il savoir-faire. The Plant ospita una scuola interna e un percorso dedicato, il Master Bag Maker, che accompagna i nuovi ingressi per mesi prima dell’ingresso in produzione. Con uno scopo: creare un equilibrio tra maestri artigiani e giovani talenti, indispensabile per sostenere l’innovazione continua che caratterizza la maison. Internalizzare parte della produzione significa anche maggiore reattività: tempi più brevi, lanci più mirati, meno sprechi e un controllo diretto sulla qualità, soprattutto quando si sperimentano forme e materiali nuovi. Un modello che secondo Gianangeli dialoga perfettamente con la visione creativa di Pierpaolo Piccioli, orientato più verso i dettagli couture. E la pelletteria, già una delle categorie più performanti del brand, diventa così il terreno su cui costruire un’offerta più stabile e duratura. Il primo passo di un percorso ambizioso: un investimento sulle persone, sulla manifattura e sulla capacità di innovare senza perdere identità.

Foto Kering e Balenciaga

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