Coach, meno utili e 200 licenziamenti in vista

Coach non è più la regina del mercato americano della pelletteria e la concorrenza di Michael Kors, Tory Burch e Kate Spade continua ad eroderne i rendimenti. Nel quarto quadrimestre (chiusura 29 giugno) l’azienda di pelletteria ha generato 221,3 milioni di guadagni, cifra del 12% inferiore a quella dell’analogo periodo 2012, nonostante le vendite siano cresciute del 5,8% (1,22 miliardi) con un +6% su territorio americano e +7% nel resto dei mercati. Quelle nei negozi diretti americani aperti da più di un anno sono retrocesse dell’1,7%. Ieri Wall Street ha risposto facendo perdere al titolo l’8% del valore, ciò però dipende da due ulteriori fattori: l’azienda infatti prevede che nel nuovo anno fiscale iniziato il 30 giugno i conti non siano destinati a migliorare e ha annunciato il licenziamento di 200 dipendenti, quasi tutti negli uffici della sede di New York. Coach impiega nel mondo circa tremila persone. “La forza lavoro crescerà se cresceranno le vendite – ha sentenziato Lew Frankfort, il Ceo – abbiamo ritenuto prudente aggiustare le cifre del personale in tutti i settori per migliorare l’efficienza”. È stata infine annunciata la sostituzione del presidente dei mercati nordamericano e di quello del settore e-commerce, sostituiti da funzionari già inseriti in azienda. (pt)

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