Firenze–Scandicci, ripresa fragile e salari ancora insufficienti

Firenze–Scandicci, ripresa fragile e salari ancora insufficienti

Leggera ripresa della pelletteria toscana, ma “non abbastanza”. Continua la crisi del distretto manifatturiero di Firenze–Scandicci e, benché sia emerso un miglioramento nell’ultimo trimestre rispetto al picco negativo dei mesi precedenti, la ripresa fragile non rappresenta ancora un’inversione di tendenza. Da CNA Federmoda Firenze si rinnova l’appello ad una maggiore equità salariale: “Senza una giusta remunerazione del lavoro, il sistema nel suo complesso non è sostenibile”, afferma il presidente Simone Balducci in una nota stampa. E nel frattempo sono a rischio 37 lavoratori dell’azienda Loipell di Scandicci, coinvolta nell’inchiesta sul caporalato della Procura di Milano e quindi “abbandonata” dai brand committenti.

Una ripresa fragile

“Se, come illustrato da Irpet, il sistema moda dà lavoro a oltre un terzo degli addetti manifatturieri toscani ma pesa solo per poco più del 5% della ricchezza prodotta in regione – spiega Balducci – vuol dire che qui si lavora tantissimo, ma che la parte più consistente dei guadagni finisce altrove”. Il tema è ancora quello dei salari inadeguati: “Se alla produzione arriva una quota troppo bassa del prezzo finale, le imprese non riescono a coprire i costi né a programmare investimenti”. È una questione di sostenibilità economica. Da gennaio a novembre 2025 nel settore della pelletteria 129 aziende artigiane hanno fatto ricorso alla cassa integrazione, coinvolgendo 1.247 lavoratori, per un costo complessivo di oltre 1,8 milioni di euro (dati forniti da Ebret, Ente bilaterale dell’artigianato toscano). Numeri in calo rispetto allo stesso periodo del 2024 (-34% di aziende, -32% di lavoratori e -54% di spesa), ma che “non raccontano una ripresa – sottolinea Balducci – ma uno stallo pericoloso”. La diminuzione della cig non è detto che sia un segnale positivo: “Molte imprese hanno esaurito le settimane di ammortizzatori disponibili, oppure purtroppo non esistono più”.

 

 

Le chiusure

Nella Città Metropolitana di Firenze, nel 2025, le imprese artigiane attive nella pelletteria erano 2.180, il 5% in meno rispetto al 2024. Le cessazioni sono state invece 273, con un aumento del 14% su base annua (dati di Movimprese–Infocamere). CNA chiede che il tavolo moda della Città Metropolitana di Firenze (l’ultimo appuntamento si è tenuto l’11 febbraio) diventi operativo. “Una sede in cui si assumano decisioni e impegni concreti, allargando la platea degli attori coinvolti”.

Il caso di Loipell

Un’altra azienda toscana a rischio è la Loipell di Scandicci. Passata alla cronaca per il coinvolgimento nell’inchiesta della Procura di Milano che ipotizza l’affidamento in subappalto delle lavorazioni ad aziende cinesi che sfruttano i lavoratori. La pelletteria ha visto interrompere in modo drastico le commesse da parte di Tod’s e Prada e questo ha messo a tappeto l’impresa. Sono trentasette i lavoratori che potrebbero perdere il posto. È convocato per oggi un tavolo di Unità di crisi della Regione Toscana per affrontare la situazione. In concomitanza dell’incontro, è in programma un presidio dei lavoratori in piazza Duomo a Firenze. (mvg)

Foto Loipell

Leggi anche:

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×