Indagini concluse, Gai Mattiolo rischia il processo

Lo stilista Gai Mattiolo nei guai per la pelletteria. L’indagine, avviata dalla procura della Repubblica di Padova, prende origine da una denuncia presentata il 12 maggio 2012 dalla ditta Charme Bag di Padova, che nel 2004 aveva acquistato due linee di pelletteria, Gai Mattiolo (nella foto) e Gai Mattiolo Jeans, per una cifra di circa tre milioni e 300 mila euro. Otto anni più tardi i titolari dell’azienda padovana, che vendono le creazioni dello stilista, hanno scoperto in internet prodotti di pelletteria e di abbigliamento con logo “React designed by Gai Mattiolo”: da qui la denuncia alla magistratura. Dopo gli accertamenti della Guardia di Finanza nel12 giugno 2012 viene disposto il sequestro di un notevole quantitativo di borse griffate Gai Mattiolo. La difesa ricorre al tribunale del riesame per azzerare il provvedimento, cosa che accade, ma solo fino a febbraio 2013, quando la Cassazione conferma il sequestro che, a luglio, viene replicato per altri prodotti stavolta custoditi in alcuni magazzini di Nola. Intanto il pubblico ministero padovano Sergio Dini ha chiuso formalmente l’inchiesta a suo carico per il reato di vendita di prodotti con segni mendaci, e come coimputati per concorso continuato nello stesso reato, risultano Gino Valentini, 54 anni, titolare della ditta Italian Fashion spa, e la cinese Suie Zhu, 22enne con residenza a Sesto Fiorentino, titolare della Suie Valentini srl, azienda leader nella produzione di articoli in pelle. (mc)

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