Nel 2025 la pelletteria italiana migliora ma non inverte il trend

Nel 2025 la pelletteria italiana migliora ma non inverte il trend

La pelletteria italiana migliora ma non inverte il trend. Dopo il calo del fatturato del 7,7% nel primo trimestre e del 6% nel secondo, arriva il -2,2% nel terzo. Complessivamente, da gennaio a settembre 2025, i ricavi del settore sono scesi del 5,3%. A pesare il sensibile calo dell’export in Asia. Il settore perde 110 imprese e 1.346 occupati (di cui 740 in Toscana).

Migliora ma non inverte il trend

Secondo le stime diffuse da Assopellettieri, in base alla rilevazione condotta su un gruppo di associati dal Centro Studi di Confindustria Accessori Moda, il 2025 dovrebbe chiudersi con ricavi del settore a quota 11,4 miliardi di euro, -4,5% rispetto al 2024 (ovvero quasi 540 milioni di euro in meno). Nei primi nove mesi del 2025, le vendite nel mercato domestico risultano in calo del 2,2% secondo l’indice Istat. Ciò evidenzia un gap del -4,5% sul 2019. Le delusioni maggiori arrivano però dall’export, che nel periodo gennaio-agosto non riparte e segna -7,6% in valore. Brillano la Germania (+15,5%) e il Medio Oriente (+13,2%, trainato da Emirati Arabi e Qatar). Bene gli USA (+4%, nonostante i dazi e un calo del -17% ad agosto, quando è entrato in vigore il dazio del 15%). Male il Far East (Giappone -10,7%, Corea -12,7% Cina -24,8% e Hong Kong -12,9%) mentre continua il declino della Russia (-16,2%) e ormai fuori dalla top 20. I prodotti in pelle, che valgono oltre il 70% dell’export complessivo, fanno meglio di quelli realizzati con prodotti alternativi: -4% contro -15%.

 

 

Si riduce il saldo commerciale

A causa della contemporanea riduzione delle esportazioni e aumento dell’import (+4,1% in valore), il saldo commerciale (pur in attivo per 3,92 miliardi di euro) si riduce del 13,5% su gennaio-agosto 2024 (-614 milioni di euro). La situazione si ripercuote sull’occupazione. Nei primi nove mesi del 2025, la pelletteria italiana ha perso 1.346 occupati (-2,8% rispetto al consuntivo 2024). Di questi 740 sono in Toscana (-2,9% su dicembre 2024), 327 in Campania (-5,6%). In controtendenza solo Lazio (+53 addetti) e Puglia (+6). Diminuiscono anche le imprese attive: 110 (-2,4%). (mv)

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