Pellami pregiati, multimateriale, artigianalità: ogni borsa Queendici è un omaggio alle donne e all’arte

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La Magna Graecia, i giardini di Naxos, la culla della civiltà. È da qui che arriva l’ispirazione di Enrico Di Filippo, creativo toscano che dopo le esperienze nelle grandi griffe internazionali ha deciso di lanciare “Queendici”, la propria linea di borse innovative. Accessori in cui la pelle si fonde con altri materiali, come il PVC, e la natura, in particolare le piante. Piante vere, che se innaffiate e curate possono crescere, protagoniste come “gli specchi ispirati da Archimede, le lanterne da Diogene, le geometrie da Euclide, le maschere da Perseo” come racconta lo stesso Di Filippo. Un’ispirazione che arriva dal suo passato, da quando la nonna lo affascinava con i racconti di quei luoghi e di quei tempi. Oggi per le sue creazioni il designer usa pelli di alta qualità prodotte a Santa Croce: “Generalmente si tratta di vitello e agnello, abbinati a materiali in acciaio come gli specchi cuciti, al PVC e alle sue trasparenze ma anche ai fogli argentati delle maschere”. Queendici, nome che fonde il numero fortunato di Di Filippo e la caratteristica che rende speciale ogni donna, ha raccolto un ottimo riscontro durante la fiera milanese Pitti, dove il designer ha intrecciato rapporti determinanti per lo sviluppo del marchio. “Ho conosciuto una manager importante che mi seguirà nella crescita del brand – spiega – Le vendite online sono fondamentali, mi piacerebbe però entrare in boutique conosciute e che fanno ricerca, non vorrei mai fare grandi distribuzioni perché le borse non sono facili da realizzare vorrei rimanessero di “nicchia” la filosofia o forse presunzione è quella di trasformare le borse, cioè non vorrei fossero solo un contenitore ma qualcosa di più”. Cento, centocinquanta pezzi al massimo per ogni modello. Accessori che si trasformano in opere d’arte. (art)

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