Pelle riciclata dall’Università di Firenze

Il solo distretto fiorentino della pelletteria genera 1.600 tonnellate di scarti della pelle. Ci si potrebbero creare all’incirca 3 milioni di borse, invece le aziende spendono la cifra complessiva di 10 milioni di euro per smaltire gli scarti. E’ ciò che risulta da uno studio dell’Università di Firenze, che sostiene che il 75% degli scarti è recuperabile e utilizzabile per la piccola pelletteria o per le suole delle scarpe. Alla fine del 2011 è stato firmato in tal senso un protocollo di intesa tra il Consorzio Centopecento Italiano, Gucci, Prada, Comune di Scandicci, Quadrifoglio spa, Crf/San Paolo Imi, Università di Firenze e Tuv Sud Italia. Oggi continuano gli studi diretti dal professor Rinaldo Rinaldi (nella foto) del dipartimento di energetica della facoltà di Ingegneria dell’Università di Firenze. “Stiamo andando avanti con le sperimentazioni – spiega il docente – studiando come i prodotti a base di riciclato si comportino in funzione dei prodotti chimici utilizzati per la lavorazione. Fino ad ora si producevano quasi esclusivamente suole per scarpe, un prodotto di bassa qualità e soprattutto a basso costo. Noi vogliamo individuare nuovi canali di utilizzo commerciale per i cosiddetti scarti. Oggi siamo in grado di creare prodotti con il 90% di pelle riciclata che mantengono una resa qualitativa alta, da utilizzare ad esempio in oggetti di piccola pelletteria o imbottiture”. (m.c.)

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