Pelletteria, più export ma soffrono Russia e Giappone, bene la borsa in pelle

La pelletteria italiana guarda al prossimo Mipel, di scena a Milano dal 31 agosto al 3 settembre, con fiducia e conti all’attivo, pur in presenza di un rallentamento indotto da euro forte e tensioni internazionali, in particolare dalla situazione russa, che pesa sui conti di settore. L’export dei primi tre mesi 2014 è cresciuto del 4,8% in valore, dopo il +11% dell’intero 2013, facendo segnare una leggera flessione dei volumi (-0,9%). Il mercato estero è rappresentato per oltre il 64% dalle borse per donna, che crescono del 3,9% in generale e del 6,4% in pelle. La crescita del fatturato estero del primo trimestre proviene esclusivamente dall’export di prodotti in pelle, il cui valore cresce del 7,4% a fronte di quelli in sintetico (-3,2%). Russia e Giappone perdono terreno: l’import di pelletteria italiana da parte di Mosca è sceso del 7,6% in quantità e del 7,3% in valore, quello di Tokyo rispettivamente del 10,5% e del 7%. In crescita, tra le principali destinazioni europee, Germania (+10%), Regno Unito (+9,9%) e Francia (+12,4%). Per i mercati extraeuropei, performance significative si sono registrate in Cina (+14,0%), Hong Kong (+8,5%), Emirati Arabi (+6,8%) e Brasile (+49%). Male l’Italia, con una flessione stimata tra il 5 e il 7% dei consumi delle famiglie italiane nel primo trimestre 2014. (ag)

Nella foto: Giorgio Cannara, presidente Aimpes/Mipel

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