Scandicci, pellettiere condannato per molestie sessuali

All’interno della pelletteria, di proprietà del figlio, si concedeva qualche libertà di troppo: continue allusioni, richieste esplicite di rapporti sessuali, baci in bocca e palpeggiamenti nei confronti di alcune lavoratrici, che inizialmente sorvolavano per paura di essere licenziate o perché in cambio l’uomo prometteva aumenti salariali. Alla fine il gioco non ha retto. I fatti risalgono al 2011. L’uomo venne denunciato dalle dipendenti e arrestato, in attesa di giudizio. Stamane a Firenze la sentenza, a seguito di rito abbreviato: quattro anni di reclusione.
Le indagini dei carabinieri, coordinate dal pm di Firenze Ornella Galeotti, hanno confermato l’impianto accusatorio. Secondo quanto raccontato dalle donne, l’uomo, padre del titolare di una pelletteria di Scandicci, spesso si avvicinava loro al banco di lavoro per palpeggiarle, oppure allungava le mani quando le incrociava sulle scale o nei corridoi. Alcune donne hanno parlato di comportamenti che andavano avanti da tempo ma che non erano stati denunciati prima per paura di ritorsioni. L’accusa più grave da parte di una dipendente che ha raccontato di essere stata seguita nello spogliatoio dall’uomo, un 67enne residente a Lastra a Signa, che la assalì tentando uno stupro, bloccato dal casuale intervento di un collega della donna. Alcune lavoratrici sarebbero ricorse all’uso di farmaci antidepressivi a seguito dei traumi.

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