Brutte notizie per Saks. Il mancato pagamento degli interessi, l’uscita dell’amministratore delegato e l’ipotesi sempre più concreta di un ricorso al Chapter 11 (la principale norma fallimentare negli Stati Uniti) hanno trasformato l’ex colosso del lusso in un caso di scuola. Una crisi strutturale, aggravata da un debito che sfiora i 5 miliardi di dollari e da una redditività ormai compromessa. Al punto che molti osservatori parlano apertamente di Saks verso il fallimento. Nel frattempo, il gruppo tenta di guadagnare tempo: sul tavolo ci sarebbe un finanziamento da un miliardo di dollari, indispensabile per garantire la continuità operativa. Ma la fiducia degli investitori è ai minimi e i fornitori, già da mesi, hanno iniziato a chiudere i rubinetti.
Saks verso il fallimento
La crisi della holding americana non è una novità. L’acquisizione di Neiman Marcus, avvenuta nel 2024 e celebrata come la nascita di un nuovo gigante del retail di lusso, aveva già indebolito una struttura finanziaria scricchiolante. Tanto che il debito complessivo ha superato i 4,7 miliardi di dollari, mentre i costi operativi sono esplosi. Le ultime trimestrali, invece, raccontano di un quadro inequivocabile: ricavi in calo dell’11%, margini erosi da inventari disallineati e una perdita netta salita a 288 milioni di dollari. In più, Saks non ha rispettato i termini di pagamento dei 100 milioni di interessi verso i creditori. (fonte Pambianco). E non sono mancante nemmeno ristrutturazioni interne. Tre giorni fa, infatti, l’amministratore delegato Marc Metrick ha annunciato le sue dimissioni.
Un’àncora di salvezza?
L’altro nodo critico riguarda invece il rapporto con i fornitori. A febbraio Saks ha allungato i tempi di pagamento da 60 a 90 giorni, promettendo rateizzazioni per gli arretrati. Una mossa che ha però incrinato ulteriormente la fiducia della filiera, con blocchi nelle consegne e ripercussioni sulle vendite. Nel tentativo di generare liquidità, il gruppo ha ceduto asset immobiliari e valutato la vendita del 49% di Bergdorf Goodman. Parallelamente ha cercato nuove strade commerciali, dall’apertura su Amazon alla joint venture con Authentic Brands Group. L’unica àncora di salvezza resta ora un nuovo finanziamento. Che stando al Wall Street Journal sarebbe da un miliardo di dollari, che includerebbe 750 milioni di nuova liquidità e la trasformazione di una parte del debito esistente. Una soluzione estrema, che permetterebbe a Saks di operare durante la procedura fallimentare. Sempre che i creditori accettino di sostenerla ancora.
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