Il Times, stupito del boom del lusso, si chiede se sia replicabile

Il Times, stupito del boom del lusso, si chiede se sia replicabile

Possiamo permetterci di anticipare la risposta: no. Il Times si chiede se il successo del retail di lusso, impermeabile anche in Gran Bretagna ai generali venti di crisi, sia replicabile in altri segmenti di mercato. E sono gli stessi elementi raccolti nell’inchiesta giornalistica a dare la misura della distanza tra i competitor. “La distribuzione d’alta gamma ha conosciuto una consistente crescita dalla pandemia in poi – si legge sulle pagine del quotidiano londinese –, mentre quella del medio e dei beni essenziali combatte per tenere la barra dritta in un mercato in tempesta”.

Il Times osserva le diverse performance

Per il retail in generale la cornice è critica. “Prezzi dell’energia, dei materiali e del trasporto in rialzo hanno attaccato i margini degli operatori – scrive il Times –, mentre l’aumento del costo della vita induce il 73,4% dei consumatori britannici a prevedere riduzioni della spesa secondo VoucherCodes”. Intanto, però le insegne del lusso macinano utili. Com’è possibile? Times registra l’opinione drastica, ma esaustiva di Michael Ward, managing director di Harrods (una delle insegne che di questa crescita sta beneficiando): “Durante una recessione i ricchi diventano ancora più ricchi”. E Luca Solca, analista di Bernstein, aggiunge al dettaglio finanziario quello (per così dire) psico-antropologico. Il Covid ha ricordato ai benestanti la caducità della vita e ora questi non badano a spese perché sono tutti in sindrome YOLO (You Only Live Once – si vive una volta sola): “Sono usciti dalla pandemia volenterosi di riguadagnare il tempo perso”.

 

 

È replicabile altrove?

Se queste sono le premesse, pare difficile pensare che altri segmenti di mercato possano cavalcare simili onde di entusiasmo e spesa. La testata inglese raccoglie i pareri di esperti e addetti ai lavori, come Helen Brocklebank (CEO di Walpole), sulle strategie di engagement online e offline per conquistare i consumatori. E si sofferma sul processo di “premiumization” in corso sul mercato: “I consumatori spendono meno, ma per prodotti di maggior qualità intrinseca. L’istituto britannico di statistica testimonia volumi di acquisto in calo, ma per valori in crescita”. Sarà vero. Ma l’utenza del lusso, per come abbiamo imparato a conoscerla, ha connotati impossibili da trovare altrove.

Foto da Shutterstock

 

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