India, senza tangente non si aprono negozi

“Non è possibile aprire un negozio in India senza pagare tangenti” afferma Ramesh Tainwala, imprenditore 55enne taiwanese che ha cercato inutilmente per 18 mesi di ottenere le licenze per espandere la sua catena di negozi di abbigliamento, Planet Retail, che detiene in India le licenze di Guess e Nautica. Tainwala è anche il presidente per l’Asia di Samsonite. Basandosi sul piccolo commercio, il mercato indiano cresce al ritmo del 20% all’anno, ma i giganti della distribuzione come Wal-Mart e Ikea sono riusciti solo dopo anni a ottenere le licenze. A che prezzo? Secondo un’inchiesta dell’agenzia Reuters, per aprire un negozio nel Paese non si può sfuggire al pizzo, se si vuole evitare di impantanarsi nell’inestricabile burocrazia locale che richiede, ad esempio, il rilascio di 40 permessi per l’apertura di un supermarket. Tra i diversi casi e le numerose interviste citate da Reuters, spicca Clarks. L’azienda britannica è in India tramite la partnership con Future Group, proprietaria della distribuzione di Future Retail. Clarks ha assunto un consulente che sta negoziando l’apertura di tre negozi a Mumbai. Per ciascuno di questi, ha ricevuto la richiesta di pagare 60 mila rupie (800 euro) a funzionario governativo degli otto che vengono coinvolti. Lo dichiara Oovesh Sarabhai, consulente di Atlas AVA Consultants, che ha in mano il caso. Il costo della licenza, al netto della tangente, sarebbe invece di sole 6000 rupie, 80 euro. Da Londra, l’azienda conferma di aver richiesto le licenze, ovviamente non commenta sul resto, ma afferma solo che “al momento non possiamo aprire perché l’iter dei permessi risulta fermo per motivi burocratici”. (pt)

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