L’e-tail sarà il domani, ma i negozi sono l’oggi. Le aperture di store di lusso non si fermano: +18,7% tra il 2013 e il 2017

L’omnicanalità è il futuro, ma il retail fisico ha un solido presente. Le inaugurazioni di nuove boutique non procede al ritmo sostenuto di qualche tempo fa, ma il bilancio demografico tra chiusure e aperture è positivo. È il bilancio del report Retail Evolution stilato da Exane BNP Paribas e presentato da Il Sole 24 Ore. I negozi dei brand di lusso nel 2017 erano più di 6.001: il 18,7% in più rispetto al 2013. A calare nel periodo in analisi è stato il ritmo, dicevamo, delle aperture: nel triennio 2015-2017 la rete commerciale si è allargata del +2% annuo. Ogni brand, sottolinea il report, ha vissuto traiettorie proprie: così mentre Tory Burch e Coach, ad esempio, non hanno mai smesso di inaugurare nuovi store (pur calando decisamente la media annua negli ultimi due anni), ce ne sono altri, come Gucci e Louis Vuitton, che hanno ridotto al minimo, o addirittura fermato, i tagli dei nastri. L’unica a seguire il brand inverso è Cèline, la cui media di inaugurazioni è passata dal +24% del 2013-2015 al +26% del 2016-2017. Il canale digitale, insomma, è importante e impone nuovi format di vendita. Ma la fetta di mercato dell’e-commerce è di circa il 10%: vuol dire che il 90% degli acquisti si fa ancora in negozio. Le griffe non lo ignorano.

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