Cattive notizie dal fronte russo: l’export di scarpe italiane rallenta, mentre l’UE rinnova le sanzioni

Export del made in Italy verso la Russia in ripresa? “Lo è stato per questo primo semestre ma ora stanno cambiando di nuovo le condizioni: il rublo, dopo mesi di stabilità, è tornato a svalutarsi; le vendite di scarpe della stagione estiva non sono andate così bene, anche causa freddo, e c’è anche la proroga delle sanzioni” sostiene Arturo Venanzi, coordinatore del Laboratorio Russia per Assocalzaturifici. “Le statistiche? Quelle trimestrali contano poco, bisogna vedere a fine anno. Inoltre è difficile fare paragoni con il passato perché il mercato è notevolmente cambiato. Occorre fare un reset e considerare il 2016 come un anno zero”. Riguardo le sanzioni, il Consiglio Europeo, all’unanimità, le ha estese per altri sei mesi, fino al 31 gennaio 2018. Di conseguenza anche il primo ministro russo Medvedev ha dichiarato prolungate le contro-sanzioni fino al 31 dicembre 2018. E dire che presso il pubblico moscovita la fame di moda non si è mai sopita, anzi era in crescita: secondo Asos, piattaforma britannica di e-luxury, tra settembre 2016 e febbraio 2017 le vendite in Russia sono aumentate del 200%. “Quello che preoccupa di più è il rublo che si sta svalutando in questo periodo in cui c’è il ritiro delle scarpe per la prossima stagione invernale 2017-2018” conclude Venanzi. (mv)

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