Embargo russo: l’area pelle italiana teme

Putin fa tremare l’area pelle italiana. L’embargo verso i prodotti europei potrebbe estendersi infatti anche a quelli manifatturieri. Già compiuto il primo passo: dal 1° settembre gli enti pubblici russi non potranno più acquistare da Stati Uniti e Europa (esclusi Bielorussia e Kazakistan) diverse categorie di prodotti tessili e dell’abbigliamento, comprese calzature e pelletteria. Le autorità russe devono ancora chiarire quali enti sono coinvolti, ma la paura è che il provvedimento possa trasformarsi in un embargo totale, causando forti apprensioni nei distretti italiani dela calzatura, a partire dal quelli di Fermo e San Mauro Pascoli, che gravitano in modo strutturale su Mosca. Provvedimento “opposto” nel comparto pellami: dal 1° ottobre entrerà in vigore il blocco semestrale delle esportazioni russe di pelli grezze e wet blue preannunciato dalle autorità locali a inizio anno. La disposizione doveva entrare in vigore a maggio e poi è stata prorogata. Unic ha chiesto alle autorità italiane di verificare e, nel caso, contestare con il Governo russo il danno che deriverebbe alle concerie italiane. (mv)

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