Hard luxury, e-commerce e un nuovo stabilimento: progetti e prospettive russe di Kusnirovich, lo zar di GUM

Lo Zar del mercato del luxury in Russia oggi è di sicuro lui, Mikhail Kusnirovich, l’imprenditore che ha scalato la proprietà dei grandi magazzini GUM, l’Harrods tax free della Piazza Rossa. GUM ha chiuso il 2017 con un miliardo di ricavi e le prospettive per il 2018 sono ancora più rosee, visto che dopo l’apertura della boutique Audemars Piguet e dello spazio Moncler da 260 metri quadri, nella galleria di GUM arriverà Van Cleef & Arpels, senza dimenticare che lì Hermès ha uno spazio espositivo secondo per estensione solo a quello di Parigi. Kusnirovich ha avuto l’intuizione di portare il lusso in Russia nel 1991, con la sua società Bosco di Ciliegi e nel 2004 ha iniziato la conquista di GUM. Oggi Bosco di Ciliegi, che fa affari tra gli altri con Trussardi e Corneliani, ha nell’e-commerce una marcia in più, visto che riesce a generare circa il 10-11% del suo fatturato attraverso questo canale. GUM non ha ancora sperimentato le vendite online ma potrebbe essere un prossimo passo, ha spiegato l’imprenditore a MFF. In chiave sviluppo digital bisogna leggere l’apertura di uno showroom Farfetch, la piattaforma inglese che riunisce tremila marchi del lusso e giovani designer alternativi e che arriverà entro il 2018 su 600 metri quadrati da GUM. Inoltre, Bosco dei Ciliegi produce con un suo marchio, e per queste collezioni e anche per conto terzi Mikhail Kusnirovich sta costruendo uno stabilimento all’avanguardia a Kaluga, vicino a Mosca. Sarà attivo nel 2019 e darà lavoro a 930 persone. (aa)

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