La verità sulla Russia: da domani la scarpa si ritrova a Obuv “con cautela”. Mosca, da giugno, vara l’etichettatura obbligatoria

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Obuv al via. Inizierà domani, all’Expocentre di Mosca, l’edizione numero 49 di Obuv Mir Kozhi, il più importante salone di calzature e borse made in Italy per il mercato russo. La manifestazione, che terminerà venerdì, ospiterà 150 calzaturifici italiani di cui quasi la metà provenienti dalle Marche. Se guardiamo le ultime statistiche le prospettive per questa fiera sono ottime. Nel 2017, l’export di scarpe italiane verso la Russia (dato preconsuntivo Assocalzaturifici) è cresciuto del 20% in valore e del 28,4% in quantità, recuperando parzialmente il crollo degli ultim anni. Gli imprenditori marchigiani si mostrano più cauti dell’evidenza dei dati: “Non bisogna farsi prendere da facili entusiasmi. Il mercato russo si è stabilizzato, dopo anni difficili. Ed è su questo che dobbiamo lavorare, cercando di riprendere fette di mercato oggi occupate da altri produttori” ha detto Arturo Venanzi, coordinatore del mercato CSI per Assocalzaturifici insieme a Marino Fabiani che è più pessimista: “Mi auguro che questa fiera non sia peggiore di quella di un anno fa. Molti clienti russi lamentano una carenza di liquidità e non hanno terminato i pagamenti per poter ritirare le scarpe relative agli ordini per l’estate. E siamo quasi alla fine di marzo. Non è un bel segnale questo”. I calzaturieri italiani dovranno fare i conti anche con l’esperimento sull’etichettatura obbligatoria delle calzature che entrerà in vigore a luglio 2018. Lo ha affermato il capo del ministero dell’Industria e del commercio Denis Manturov. Il primo periodo sperimentale prevede l’introduzione di codici a barre speciali, che saranno letti alle normali casse dei negozi. In questa prima fase, la partecipazione sarà volontaria per le società di vendita al dettaglio. (mv)

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