I meriti (che molti non riconoscono) degli allevamenti italiani

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Gli allevamenti italiani (calcolando le attività per la produzione della sola carne, escludendo quindi latte e uova) pesano per il 3,5% delle emissioni climalteranti del sistema Paese. I trasporti, invece, rappresentano una quota del 24,7% delle emissioni, mentre la categoria energia e produzione energetica da sola vale il 55%. Non solo: “Le attività zootecniche italiane negli ultimi 10 anni hanno contribuito a raffreddare l’atmosfera con emissione ricalcolate cumulativamente a -49 milioni di tonnellate di CO2 equivalente”. Parola di Giuseppe Pulina, coautore insieme a Elisabetta Bernardi ed Ettore Capri di “Carni e Salumi – le nuove frontiere della sostenibilità” (FrancoAngeli editore).

 

 

I risultati degli allevamenti italiani

Il volume riprende e amplia i risultati di uno studio del 2018 sui “cinque volti della sostenibilità” delle carni. E approfondisce le novità scientifiche e tecnologiche emerse nel frattempo. Quali? Quelle sulle modalità di calcolo degli impatti ambientali e della preservazione delle biodiversità, per cominciare. Ma anche sul ruolo degli allevamenti nella transizione ecologica e sulle nuove opportunità della bioeconomia e dell’economia circolare. La pubblicazione arriva in un momento propizio, perché in ampi settori dell’opinione pubblica dire “allevamento” è quasi far peccato, mentre si guarda con curiosità alle nuove alternative laboratoriali del prodotto carneo: niente di più sbagliato. “La risposta alla domanda di sostenibilità non può essere quella di smantellare le attività agricole e delegare ai laboratori la produzione di quello che mangiamo – ha osservato Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia, durante la presentazione romana del volume –. Secondo FAO e OMS esistono almeno 53 potenziali pericoli per la nostra salute legati al possibile consumo di carne artificiale. Mancano gli studi necessari che dicano che il consumo di questo prodotto, addizionato di ormoni, antibiotici e antimicotici necessari per farla crescere, non comporti rischi”.

 

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