Delvaux e Groupe SIS uniscono le forze per la nuova pelletteria

Delvaux e Groupe SIS sono già al lavoro nel loro nuovo centro di produzione di pelletteria ad Avoudrey. Circa un anno fa la storica azienda belga aveva annunciato la creazione del nuovo stabilimento nella cittadina francese, spiegando inoltre che al suo interno sarebbero stati impiegati alcuni dipendenti di SIS, colosso francese con 1.400 lavoratori nel mondo e punto di riferimento per molte griffe per la produzione di pelletteria. A distanza di qualche mese dalla messa a punto dell’impianto, avvenuta lo scorso ottobre, gli operai sarebbero già al lavoro e dal nuovo sito produttivo avrebbero iniziato a uscire le prime iconiche “Le Brilliant“, modello di punta firmato Delvaux. Il punto di forza del nuovo stabilimento è la vicinanza degli addetti Delvaux e di quelli Groupe SIS, affiancando così la parte creativa della casa di moda belga allo straordinario know how produttivo della società francese: un aspetto di rilievo per la griffe belga, ma al tempo stesso un vantaggio per SIS che acquisisce ulteriore prestigio e visibilità. Quest’ultima ha distaccato per il momento circa 150 dipendenti dal proprio stabilimento di Valdahon, trasferendoli ad Avoudrey – le due città distano meno di 10 chilometri l’una dall’altra – e, secondo quanto ha spiegato il direttore dello stabilimento Vincent Caron al quotidiano L’Est Republican, “tutti sono venuti, nessuno ha rifiutato“. Le condizioni di lavoro che i dipendenti hanno trovato nel nuovo stabilimento, grande circa 11.000 metri quadrati e per il quale è già stato immaginato un possibile ampliamento, sono sicuramente favorevoli. I tetti sono stati progettati per fare in modo che possa entrare una grande quantità di luce naturale, inoltre sono disponibili una mensa, una palestra e un asilo nido capace di ospitare fino a trenta bambini, servizio fondamentale se si pensa che il 90% dei lavoratori sono donne. Oltre a loro ci sono anche una quindicina di prototipisti che al momento sarebbero impegnati nello sviluppo delle nuove linee e infine, come spiega ancora Caron attraverso il giornale francese, “siamo sempre in contatto via Skype con gli altri designer che si trovano a Bruxelles”. (art)

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