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La fabbrica del pregiudizio
Le ONG di Change Your Shoes, presunta campagna di moralizzazione del calzaturiero mondiale finanziata dall’UE, continuano a denigrare la pelle italiana. Mentre i conciatori parano i colpi, un sospetto: c’è dietro la Germania? Fango a orologeria. Quando Der Spiegel beccava diffide…
Inglesi, fino a un certo punto
Grenson e New Balance producono una sneaker esclusiva per valorizzare il made in Britain. 800 paia prodotte, sold out in un batter d’occhio. La pelle? Vitello, grade A. Segni particolari: italiano.
Il tempo della concretezza
Il 2016: “Un anno complicato, servono ottimismo e progettualità”. Lineapelle: “La fiera delle fiere, senza competitor”. Le griffe: “Cambiano tutto? Noi ci adattiamo. Per questo siamo i migliori”. Intervista a Graziano Balducci (Conceria Antiba)..
Il bambino non perdona
Dopo i fallimenti di Balducci e Kickers, calzatura da bambino in allarme. La parola a due specialisti del segmento: Andrea Montelpare e Manfredo Gironacci. Asso: produrre nelle Marche per salvare il marchio Balducci.
Novità ovunque
Anteprima torna a Fieramilanocity (6/7 luglio) ricca di proposte, non solo stilistiche. Ribadita l’identità di «concreto laboratorio creativo» per la fascia top. Crescono gli espositori, stretta sinergia con Prima MU. Lineapelle avanza.
Kors? No, grazie
Un analista rivela che nordstrom, tra Canada e USA, starebbe tagliando le seconde linee del brand, causa “scarsa qualità artigianale”. Il retailer non conferma né smentisce. Intanto, però, potrebbe fare lo stesso con le collezioni top.
Ombre e buone prospettive
Le prime sono inglesi: a Londra i consumi faticano e lo scenario potrebbe complicarsi a fine giugno. Le seconde, statunitensi: meno disoccupazione, più consumi, crescita per borse e scarpe italiane. Brexit, la moda UK dice no.
Benzina sul TPP
“Ragionevoli dubbi” a Washington sull’accordo di libero scambio con 12 Paesi dell’area pacifica. Trump lo osteggia, l’international Trade Commission pubblica dati sconfortanti, ma i retailer della scarpa lo sostengono.
TTIP a rischio
Il trattato di libero scambio tra USA e UE piace ai governi, meno all’opinione pubblica. Opportunità per il fashion system italiano, ma l’attualità congela i negoziati. Calenda: “Senza progressi, niente da fare”.
La fame indiana
Mentre si ribadisce l’importanza del turismo cinese per il lusso, entra in scena una nuova clientela. Decolla da Nuova Delhi, va in cerca delle griffe che in patria (ancora) non trova e (dicono) trainerà i consumi fino al 2025. Fidelizzateci, siamo cinesi.

Il caso della settimana: fashion e Islam
Mulberry riparte dalla Bayswater 2.0
Spin off JBS: il gigante brasiliano trasloca in Irlanda
Savar: crolla il tetto di una conceria
Australia-Cina: il matrimonio Kidman-Pengxin (ancora) non s’ha da fare

 

 

 

 

 

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