Baldinini e Zanotti non entrano nel Cesena Calcio


Baldinini e Vicini non corrono in soccorso del Cesena calcio. Chiamati in causa la scorsa settimana dal sindaco di Cesena, Paolo Lucchi, e dal presidente della Provincia di Forlì-Cesena, Massimo Bulbi, i due imprenditori calzaturieri di San Mauro Pascoli erano stati convocati nell’operazione di salvataggio della società calcistica. La squadra del cavallino deve reperire entro oggi una somma pari a 2,4 milioni di euro per pagare stipendi, tasse e fornitori e non incorrere nella penalizzazione di due punti in classifica. Per questa ragione erano stati chiamati in causa una quarantina di imprenditori della provincia, capitanati da due colossi dell’economia locale: Technogym e Orogel. Ma che i due imprenditori della scarpa non avessero intenzione di appoggiare l’iniziativa era apparso chiaro già dalla loro assenza nella riunione svoltasi alcuni giorni fa nel municipio di Cesena. Un silenzio proseguito nei giorni scorsi, quando nell’elenco delle 15 imprese che hanno dato il loro sostegno all’operazione salvataggio mettendo mano al portafoglio, i nomi di Gimmi Baldinini e Giuseppe Zanotti non sono più comparsi. Se il gruppo di Zanotti è stato per la prima volta accostato al mondo del calcio, diverso è il caso di Baldinini, che una decina di anni fa sembrava potesse acquistare proprio il Cesena dalla famiglia Lugaresi. L’operazione poi non andò in porto. (f.f)

CONTENUTI PREMIUM

Scegli uno dei nostri piani di abbonamento

Vuoi ricevere la nostra newsletter?
iscriviti adesso
×
Sei un nuovo utente? Abbonati/Registrati