Basta Cesare, rimane (solo) Paciotti: semplificazione e rilancio per un brand che punta a chiudere il 2018 in linea

Il brand Cesare Paciotti perde il nome. Un nuovo tassello nel rilancio del brand dopo anni tumultuosi. Dalla collezione estiva 2019 (nella foto), avvenuta durante la recente fashion week di Parigi, il brand è entrato in una nuova dimensione, semplificata: solo Paciotti, “per focalizzare – ha dichiarato a Fashion Magazine il ceo Marco Calcinaro – l’attenzione sull’azienda, puntando a un pubblico più cool e moderno. Per far fronte al futuro il brand deve essere più diretto e riconducibile a un mondo in modo chiaro e preciso”. Nel dicembre 2013 l’azienda aveva presentato la richiesta di concordato preventivo che però nel febbraio 2016 venne dichiarata “improcedibile” dal Tribunale di Macerata. Paciotti ha fatto leva sui fornitori (“Hanno creduto in noi – ha detto Calcinaro -. Senza il loro aiuto e senza la nostra storia non saremmo riusciti a venirne fuori così bene”) e sulle banche: “Sono stati anni molto complicati, che però ci hanno fortificato e ci hanno fatto prendere coscienza degli errori commessi. Abbiamo analizzato tutti i processi uno per uno e solo così abbiamo potuto capire cosa c’era che non andava. Coprirsi dietro “la crisi” senza ammettere i propri errori sarebbe stato deleterio”. Paciotti chiuderà il 2018 con un fatturato di 25 milioni di euro, escluso il retail, in linea con i due anni precedenti. Rispetto al passato è stata ridotta la quota Italia (oggi mercato principale ma con il 38% delle vendite) e ampliata quella relativa all’export. Paciotti punta sull’America, sull’e-commerce (che genera l’8% dei ricavi) e sulla nuova collezione primavera-estate 2019 realizzata con l’aiuto della fashion consultant Ada Kokosar. (mv)

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