Bracalente: “Niente Ascoli? E allora niente Confindustria”

“Non posso iscrivermi ad Ascoli? Meglio così, soldi risparmiati. Ma che Confindustria pensi a queste sciocchezze mi conferma la pessima idea che mi sono fatto dell’associazione”. Enrico Bracalente, alias Nero Giardini, aveva chiesto di rientrare in Confindustria non a Fermo, ma ad Ascoli, attraverso la Giardini Style, neonata azienda di abbigliamento controllata dal calzaturiere. Il regolamento glielo vieta.

“L’unico aspetto strano della vicenda è che, per quanto ne sappia, questo regolamento non è uguale per tutti” è il nuovo affondo di Bracalente, che voleva iscriversi ad Ascoli per premiare l’impegno e il lavoro svolto da un funzionario della locale Assindustria. “Da quando sono fuori da Confindustria sto molto meglio e posso concentrarmi sul lavoro” afferma ancora il titolare della Bag di Monte San Pietrangeli. “Se a Roma, anziché pensare alla crisi e agli aiuti alle aziende più piccole, perdono tempo con questi formalismi burocratici, non c’è che da prenderne atto e rimettersi a lavorare”.
Il caso ha fatto discutere e ha acuito le tensioni storiche tra le territoriali di Fermo e Ascoli Piceno. Bracalente, dopo essersi candidato per la presidenza di Fermo nell’aprile 2009, due mesi dopo ha fatto dietro front e a ottobre 2011 annunciò la sua uscita da Confindustria. Il proprietario di Nero Giardini ne ha anche per Andrea Santori, presidente di Confindustria Fermo, che ieri aveva evidenziato l’aspetto positivo della questione, cioè la volontà dell’industriale calzaturiero di rientrare a Confindustria: “Ma che dice? In tutto questo tempo non mi ha nemmeno contattato!”. (m.v.)

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