Bulgaria: infortunata e licenziata da un calzaturificio italiano, operaia vince causa

Un’operaia bulgara, impiegata in patria in una fabbrica di calzature italiana di proprietà di un imprenditore italiano, è riuscita ad avere giustizia dopo essere stata licenziata in seguito a un infortunio sul lavoro. La storia è stata raccontata dal quotidiano Struma, che riferisce della causa intentata e vinta dalla dipendente nei confronti dell’ex datore di lavoro. Era il maggio 2014 quando nello stabilimento “Pierik Shoes” di Blagoevgrad, che conta 50 dipendenti, l’operaia si è ferita ad una mano a causa di un guasto al pedale della macchina che stava utilizzando. La donna è stata sottoposta a due interventi chirurgici, ma nonostante questo l’azienda non va voluto riconoscerle la malattia. La donna è stata poi licenziata il 9 dicembre scorso, quando la causa intentata era già in corso. La vittima ha raccontato che:
”Dopo le iniziali minacce è seguita la proposta di 1.000 lev (500 euro) per chiudere il contenzioso. Non ho ceduto alle pressioni ed ho intentato una causa per danni in tribunale”. L’azienda sosteneva che l’infortunio fosse stato causato dalla negligenza della dipendente, mai periti tecnici hanno accertato che la macchina non aveva protezioni adeguate, e il giudice ha stabilito che la responsabilità dell’incidente è imputabile all’azienda, condannandola al risarcimento del danno e al pagamento delle spese legali. L’indennizzo di 4mila lev (2mila euro circa) è però inferiore agli 11mila lev richiesti dalla lavoratrice, che ha annunciato ricorso. (mc)

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