Calzatura italiana in lutto: la Riviera del Brenta piange Giorgio Ballin, aveva 93 anni

Lutto nel mondo della scarpa veneta. Giovedì 27 dicembre si è spento, all’età di 93 anni, Giorgio Bruno Ballin, storico imprenditore calzaturiero veneziano. Oltre ad aver dato vita e aver reso celebre l’omonimo calzaturificio insieme al fratello Guido, Ballin è stato uno dei principali protagonisti dell’ascesa del distretto calzaturiero della Riviera del Brenta nella sua chiave più moderna e apprezzata. L’azienda, fondata insieme al fratello pochi mesi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, è uno dei calzaturifici simbolo di quest’area e tra i primi ad affacciarsi verso i mercati esteri, iniziando a commercializzare le proprie creazioni in Nord Europa già all’inizio degli anni Cinquanta. Giorgio Ballin ha contribuito nel 1961 alla nascita di ACRIB, associazione che ha presieduto tra il 1997 e il 2000, ed è stato tra i fondatori di ANCI, oggi Assocalzaturifici, di cui è stato anche vicepresidente. “In un periodo difficile, in cui era necessario scegliere se chiudere le aziende e andare a produrre all’estero per non perdere i mercati, oppure mantenere aperte le aziende e riposizionare i prodotti su una fascia più alta, Giorgio Ballin si era speso affinché le aziende rimanessero in Riviera del Brenta, ma qualificassero ulteriormente i prodotti su segmenti di mercato di maggior valore” spiega il presidente ACRIB Siro Badon, sottolineando inoltre che “è da questa scelta che sono scaturite le premesse perché tutte le grandi firme e le case di moda si insediassero nella Riviera del Brenta”. “Giorgio Ballin per lungo tempo è stato consigliere dell’associazione, apprezzato per la sua saggezza e moderazione” aggiunge Vincenzo Marinese, presidente di Confindustria Venezia, di cui Ballin era stato designato proboviro. “Si è sempre speso molto, non solo per la propria azienda ma anche per gli altri, all’interno del contesto associativo – continua Marinese -. La sua visione e il suo approccio verso la ricerca di soluzioni è stata di grande valore per Confindustria”.

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