Calzaturificio Chelini e banche: interviene il prefetto


Potrebbe intervenire il prefetto di Lucca per risolvere l’intricata vicenda del calzaturificio Olando Chelini di Segromigno, in cui la produzione è ferma e i 14 dipendenti sono in cassa integrazione in deroga.
L’azienda sta vivendo un momento estremamente difficile, a causa della richiesta di alcune banche di rientrare degli affidamenti, a fronte di una situazione sana della ditta. Proprio per questo Giovanna Cagliostro, prefetto di Lucca (nella foto), sarà chiamata in causa dai sindacati per provare a risolvere la questione che sta creando non pochi problemi anche al diffuso indotto di cui si serve il calzaturificio.
Sarebbero circa 100 gli addetti indiretti che stanno avendo ripercussioni negative dallo stop alla produzione del Chelini. La maggior parte in provincia di Lucca, con alcune realtà, che lavoravano quasi esclusivamente per il calzaturificio di Segromigno, ferme e con i dipendenti in cassa integrazione. Ma un buon numero anche in provincia di Pisa, anche se con minori problemi dal punto di vista occupazionale.
La prossima settimana ci saranno sviluppi: sia per l’interessamento del prefetto, sia perché i responsabili dell’azienda avranno un incontro con le banche per capire come sbloccare la vicenda. In quella circostanza, i titolari proveranno a far valere il fatto che si tratta di un’azienda storica, con circa 40 anni di attività ininterrotta, che ha clienti consolidati (di cui la maggior parte all’estero), senza problemi di pagamenti o arretrati da sanare e che ha già ricevuto ordinativi per la prossima stagione con ingenti volumi produttivi. (a.q.)

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