Costi eccessivi e timori commerciali: i cinesi di Stella International salutano Pechino e ringraziano la “fashion sneaker”

Via dalla Cina per evitare la guerra commerciale e per ridurre i costi di produzione. “Stiamo facendo significativi progressi nel trasferire la nostra produzione altrove al fine di ridurre considerevolmente la quota della capacità produttiva in Cina entro il prossimo anno. Una volta completato questo processo, ci aspettiamo che l’impatto di qualsiasi estensione delle tariffe sui prodotti di calzature cinesi sia minimo”. Non sono parole “occidentali”, perché a pronunciarle è stato Jack Chiang, presidente di Stella International. Il gruppo calzaturiero con quartier generale a Hong Kong ha scritto in una nota di “ridurre selettivamente la capacità produttiva in Cina al fine di migliorare l’efficienza e garantire un recupero dei margini nel medio termine”. Dunque: meno produzione a Pechino non solo per mettersi al riparo dai dazi USA, ma anche per recuperare marginalità visto che in Cina i costi di produzione stanno aumentando. Nei primi nove mesi del 2018, i ricavi consolidati non certificati del gruppo sono stati di circa 1.209,4 milioni di dollari, in calo dello 0,4% rispetto allo stesso periodo del 2017. Tuttavia i ricavi consolidati comparabili sono migliorati dell’1,7%. Gli utili delle attività manifatturiere del gruppo sono aumentati dell’1,3%, mentre i volumi di spedizione sono aumentati del 6,9% a 45,1 milioni di paia. Un aumento che viene attribuito alla “forte attività di ordinazione di calzature sportive di moda (fashion athletic) e casual” per le quali Stella vede una costante crescita anche nel prossimo futuro. (mv)

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