Erel rischia di fallire (e Limoges di restare senza calzaturifici)

Erel rischia di fallire (e Limoges di restare senza calzaturifici)

Limoges come Vigevano. La città della porcellana è stata per molto tempo anche la città delle scarpe. Ma ora Erel rischia di fallire: uno degli ultimi calzaturifici rimasti, dopo 77 anni di storia, è finito in liquidazione. Il marchio è specializzato in scarpe in pelle da interni e pantofole, sempre in pelle. Erel ha vissuto un cambio di proprietà nel 2016 ma dopo la pandemia si è ritrovato in crisi. Non è detta l’ultima parola. Perché il 24 aprile è in programma un’udienza al tribunale commerciale locale per incontrare possibili acquirenti.

Erel rischia di fallire

A fondare Erel nel 1947 è stato René Leriche. Dopo alcune difficoltà, nel 2016 il calzaturificio è passato nelle mani di Élodie Champaloux, ex JM Weston, e di suo zio, Dominique Labrousse. Il quotidiano Le Populaire sottolinea come Erel fosse una delle ultime aziende in Francia “a padroneggiare la cucitura americana” (suola cucita al rovescio e poi girata manualmente). Nel 2018 Champaloux ha lasciato l’azienda per motivi personali. E Labrousse, allora in prepensionamento, ha dovuto prendere in mano le redini del calzaturificio. La pandemia ha acuito le difficoltà dell’azienda. Che si sono protratte fino all’inizio del 2024. Con le vendite in forte calo e i costi troppo alti, Erel non riesce più a rispettare le scadenze dei pagamenti. E finisce in liquidazione. Da 70 dipendenti degli anni d’oro, ora ne conta 13.

 

 

Know how in pelle

“Tutte le pantofole e le altre scarpe da interno si realizzano in pelle di vitello o di capra proveniente da Saint-Junien, Charente o Graulhet. A volte dalla Spagna o dall’Italia per certe qualità” si legge in un sito internet che vende prodotti Erel. Un know how di 77 anni rischia di sparire. Si tratterebbe di un altro colpo nella città di JM Weston e di alcune concerie nate proprio per servire l’industria calzaturiera locale. Ma c’è ancora un’ultima speranza. Quella del cavaliere bianco. Il 24 aprile è stata convocata un’udienza al tribunale commerciale per incontrare possibili acquirenti. (mv)

Foto da Facebook

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