In Etiopia un mega investimento calzaturiero del Guangdong

 

Il gigante calzaturiero Huajian, con base a Dongguan, investirà due miliardi di dollari per potenziare la propria struttura già operante in Etiopia, alle porte della capitale Addis Ababa. Lo scrive il quotidiano cinese Guangzhou Daily.
L’azienda, inaugurata quest’anno, dà lavoro a 800 dipendenti che operano su due linee produttive. Si trova nel polo di industria leggera che è stato co-finanziato da fondi cinesi per lo sviluppo dell’Africa, stanziati a seguito del contratto decennale siglato con il governo etiope a gennaio. Questo accordo punta alla creazione di 100 mila posti di lavoro e Huajian occupa un ruolo di primo piano nel progetto.
Fondata nel 1992 da Zhang Huarong (nella foto, al centro), l’impresa è cresciuta sulla scia dell’imponente sviluppo del settore calzaturiero nel Guangdong, partendo da 80 dipendenti e arrivando agli attuali 20 mila. È fornitrice di alcuni grandi marchi internazionali, tra i quali Nine West, controllato da Nike. Si tratta, scrive il quotidiano cinese, del più grande esportatore nazionale di scarpe femminili di fascia medio/alta, con una produzione annua di 15 milioni di paia. Ora punta a diventare il più grande gruppo calzaturiero dell’Etiopia. Una strategia obbligata per l’imprenditore Zhang, che sta soffrendo l’incremento dei costi di produzione e da qualche tempo ha iniziato a guardarsi attorno, delocalizzando all’interno (nell’Henan) e all’esterno del Paese (Cambogia).
La decisione di investire in Etiopia risale al World Footwear Development Forum dello scorso anno, quando incontrò il ministro etiope dell’Industria, che gli espose tutte le ragioni che avrebbero fatto di questo investimento un buon affare, non ultima quella salariale: il Guangzhou Daily sostiene che con il costo di un operaio a Dongguan se ne pagano dieci ad Addis Ababa.

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